Tesori antichi e rimpianti attuali: il Museo Borgiano che fece Velletri centro d'Europa

Il Museo Borgiano è forse uno dei più affascinanti emblemi della Velletri che fu. Il momento storico che stiamo attraversando, caratterizzato da una profonda spinta culturale che però non sempre riesce a tramutarsi in qualcosa di concreto, rende ancora più necessario il ricordo delle nostre radici e del nostro passato. Questo non significa, tuttavia, ancorarsi a ciò che non c'è più lasciandosi cullare dalla nostalgia e dal rimpianto. Deve essere, al contrario, un impulso ancora maggiore a rinascere, tramite progetti e proposte che inizialmente possono trovare qualche scetticismo e qualche ostacolo, ma poi con l'impegno e il lavoro dei cittadini possono transitare dall'utopia alla fattibilità. Perciò, tornando al Museo Borgiano, argomento onorevole di questo primo post, facendo una ricerca neanche troppo difficoltosa si può scoprire una Velletri che non è né scomparsa né dimenticata: è solo un po' più lontana, sia temporalmente che fisicamente, talvolta addirittura seppellita dai palazzi, ma cerca disperatamente di essere riportata alla luce, perché ha ancora tanto da insegnare.
Storia, innovazione, tradizione e, possibilmente, realizzazione: questi sono gli intenti di un 'giornalismo' considerato fuori moda, perché forse meno redditizio rispetto ad alcuni titoloni ad effetto, ma che fa proposte e cerca di rendersi utile alla comunità senza aspettare passivamente che qualcosa accada. I "destinati ad essere morti" non hanno certo gioventù splendenti: ed ecco che essi ti insegnano a non splendere. E tu splendi, invece! Monito applicabile anche alla nostra città.
Rocco Della Corte
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