Bisognerebbe imparare a tenersele per sé, le emozioni. Tutte. Anche quelle che potrebbero essere patrimonio comune, quelle che il prof. Jenkyns avrebbe definito “le reazioni individuali al testo”. Cioè, le nozioni storiche, i monumenti, le opere d’arte, fino alla gastronomia, ai tesori enologici: tutto patrimonio comune, che andrebbe condiviso, fatto conoscere alle nuove generazioni. Mica per qualche scopo particolare … no, solo per dare continuità a ciò che abbiamo ricevuto in dono. Quella fiaccola ideale che ci è stata consegnata dagli antenati e che andrebbe tramandata ai posteri: possibilmente accesa e in buone condizioni. Poi ti guardi intorno, raccogli ciò che ritieni rilevante per un’eventuale condivisione; inizi a pensare a una comunità d’intenti. Ti attivi in quel senso, perché in fondo ci hai sempre creduto. E invece arriva il tizio mai visto e conosciuto che spunta fuori dal nulla per correggere a matita rossa ciò che hai appena scritto. Hai additato la luna e lui ha notato la tua manica sgualcita e macchiata d’inchiostro, nonostante l’oscurità. E’ la personificazione inquietante dell’adagio “Chi ti vuol male, nonostante le tue sette camicie afferma di averti visto il culo”, individui dai quali è consigliabile tenersi lontani. Perché sono desertificanti, e purtroppo costituiscono una nutrita maggioranza. E’ questo, l’orientamento medio dei miei concittadini: non muovere paglia e vivere quotidianamente l’apologia dell’accidia ma, al momento opportuno, criticare ferocemente chiunque osi agire. Come se si alzasse una polvere che andasse ad arrecare un’immediata e lancinante congiuntivite ai delicati occhi di lorsignori. Lo so, la cultura scatena disturbi pruriginosi interiori in coloro che, nonostante la loro indolenza, la subiscono. Soprattutto in coloro che hanno adottato il motto “Non so, so ciò che mi serve e altro non voglio sapere”. Vi comprendo, artisti, musicisti, scrittori e creativi che vi barricate nelle vostre torri aguzze e vi alienate nei vostri vigneti: la fiammella di quella fiaccola va tenuta accesa e alimentata a ogni costo. E soprattutto, va tenuta a debita distanza da coloro che aprono bocca solo per scatenare sterile vento.
Luca Leoni
